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Il comune di Volpedo appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Alessandria

Storia

Il nome latino di Volpedo riconduce ad un insediamento (vicus), un villaggio nell'ambito del territorio del pagus. Da un punto di vista geografico la posizione di Volpedo era il punto obbligato di passaggio per quanti, risalendo il corso del Curone, si dirigevano nei diversi villaggi della Valle ed era collegato con Tortona da una comoda strada che, partendo dalla pieve, seguiva il corso del Curone.
Da un punto di vista più propriamente religioso e tenendo conto di alcune recenti teorie che hanno valorizzato il ruolo delle pievi rurali come punti di irradiazione del Cristianesimo nelle valli, va sottolineata l'importanza che doveva avere l'antica pieve nell'ordinamento primitivo della chiesa tortonese.
Di grande interesse per assegnare a Volpedo il ruolo di pieve di tutta la valle è un documento del 965 che rivela la posizione prioritaria della pieve volpedese della quale resta traccia ancora nel X secolo quando ormai erano sorte le varie pievi minori.
La presenza di un castrum è attestata a Volepdo a partire dal X secolo: nel 971 alcuni beni posti in Volpedo furono donati dal conte di Tortona Oberto ai monaci di Cluny, monastero francese. I più antichi diritti feudali erano appannaggio degli obertenghi marchesi di Gavi che a loro volta investirono la località ad una famiglia locale nota come i "De Montemarzino". Tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV secolo gli scontri tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini coinvolsero anche gli uomini di Volpedo che furono costretti a sottomettersi, nel 1305, all'arbitrato di Guido e Mosca della Torre mettendo a disposizione di questi ultimi anche il castello.
In questa occasione sono citate tra le famiglie più importanti di Volpedo i Bragheri di cui rimane uno stemma dipinto all'interno della pieve. Nel 1412 l'intero paese fu offerto da Filippo Maria Visconti, al condottiero Perino Cameri, quale compenso per i servizi prestati al servizio della causa dei signori milanesi e alla sua morte, con deliberazione testamentaria, passò alla fabbrica del Duomo di Milano.
Volpedo acquistò così tutti i privilegi di un centro esente da tutta una serie di tasse e balzelli, una specie di zona franca che riuscì a mantenere parte dei propri privilegi anche durante il fiscale dominio degli spagnoli. La stessa somma di 200 fiorini che gli abitanti di Volpedo dovevano versare alla Fabbrica del Duomo, fu ridotta e sostituita con i prodotti agricoli della campagna volpedese.
A ricordo della donazione di Perino Cameri, la Fabbrica del Duomo fece incidere un bassorilievo rappresentante il condottiero "dux strenuus" nell'atto di donare il castello di Volpedo alla Vergine, attualmente conservato nell'atrio del Palazzo Municipale.
Il borgo fu completamente devastato nel 1513 dagli abitanti di Monleale uniti ai francesi e tornò a popolarsi solo alla fine del XVI secolo.
Nel 1757 Volpedo fu dato in feudo dai Savoia a Filippo Guidobono Cavalchini di Momperone la cui eredità passò poi nel XIX secolo ai marchesi di Malaspina; nel 1798 fu costituita una municipalità repubblicana e nel 1801 fu nominato dalle autorità francesi alla carica di sindaco Giovanni Antonio Sovera. Dopo l'età napoleonica Volpedo divenne capoluogo del mandamento della bassa Val Curone. Nel 1928 vennero aggregati al comune di Volpedo i soppressi comuni di Berzano, Monleale e Volpeglino che sono stati ricostituiti nel 1947.